Aiutaci a costruire UNA PALESTRA PER LA VITA
Tante piccole gocce ....
Nelle tre settimane dal 25 giugno al 17 luglio ci saranno diverse occasioni per solidarizzare con persone meno fortunate di noi. ecco alcune possibilità:
- Acquistare "un pezzo" della palestra in costruzione nella periferia di Salvador Bahia; info durante tutti gli appuntamenti inseriti nel calendario attività sulla home page; oppure scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
- Iscriversi e far iscrivere il maggior numero di persone al mini camp di jiu jitsu e capoeira ed al Meeting con Mauricio Robbe; per registrare la propria iscrizione rivolgersi a Emporio del Naturale Cagliari, Vico 1° Barone Rossi 13 ed a Emporio del Naturale Quartu, Via Rosas 37 oppure Il Germoglio Via San Benedetto 2 d a Cagliari, oppure nelle principali palestre di capoeira, jiu jitsu e arti marziali
- Partecipare ad una delle feste organizzate (a Genneruxi il 28 giugno, alla Comunità La Collina a Serdiana il 17 luglio) acquistando prodotti biologi e tipici in offerta ed i gadget ricordo delle settimane di solidarietà
- Fare ( intestandoli a IL VILLAGGIO con la causale "UNA PALESTRA PER LA VITA" )
- Donazione su c/c postale 94246030
- bonifico su IBAN IT35V0760104800000094246030
( Dal sito : http://lagiaraincrinata.blog.tiscali.it/la-storia-della-giara/
La storia della giara incrinata.
C’era una volta, in India, un buon padrone che incaricò il suo servitore di riempire ogni giorno le sue cisterne d’acqua.
Il servo, allora, comprò due grosse giare e, come è consuetudine in quel paese, si legò una corda intorno alla testa e sulle spalle ai due lati per sostenere il peso delle due giare.
Ogni giorno, con molta fatica, andava alla fontana più vicina, riempiva le giare e trasportava l’acqua per riempire le cisterne.
Era felice del suo lavoro e del suo padrone!
Un giorno una delle due giare comincio a filarsi e, da quel momento, l’acqua che si versava dalla giara incrinata cadeva per la strada, così che, metà della sua quantità, si perdeva ad ogni viaggio.
Per questo motivo il servo era costretto a fare due volte il percorso per riempire la cisterna.
Un giorno la giara incrinata disse (in quel tempo le giare parlavano):
“Compagno, voglio chiederti un favore: buttami, sostituiscimi.
Pensa: io sono motivo di stanchezza per te.
Dalla mia incrinatura esce tanta acqua che tu sei costretto a recuperare facendo un altro viaggio!”
Il servo rispose:
“Ma io non mi lamento!”
“E’ vero!” riprese la giara. “Ma io si. Tu sei gentile con me tenendomi ancora così.
Rompimi!
E’ giunto il mio momento di essere buttata, non servo più a niente.”
Il servo prese la giara rotta con molta cura, salì su un piccolo monte e rivolgendo lo sguardo al di sotto le disse:
“Guarda la strada che separa la fontana dalla casa del mio padrone.
Vedi, da un lato è tutto verde e pieno di fiori, dall'altro e tutto secco ed arido.”
“E’ vero” disse le giara; “cosa è successo?”
Il servo spiegò:
“E’ così perché, quando mi sono accorto che tu lasciavi cader l’acqua, ho cominciato a pensare: questa può essermi utile anche così.
Perciò, ho piantato dei semi lungo il percorso che bagnavi e tu, ogni giorno, con l’acqua che cadeva, pensavi ad innaffiarli, risparmiandomi questo lavoro.
I semi hanno germogliato ed adesso ecco: da questo lato ho un giardino ricco e prosperoso senza nessuno sforzo in più, perché tu li hai innaffiati ogni giorno.”
“Ma che meraviglia!” disse la giara; “ma io sono un impiccio nella tua vita, perché il padrone si rende conto della stanchezza, che ti costringo a sopportare nel fare due viaggi al giorno.”
Il servo disse:
“Ma io piaccio al mio padrone e lui mi ama ancora di più perché tutti i giorni, quando gli preparo da mangiare, vengo da questa parte de giardino, raccolgo alcuni dei fiori, che tu hai innaffiato, li metto nel vaso per fare più bello il tavolo dove mangia il mio padrone.
E lui, davanti al tavolo fiorito, è molto felice.
Sicché tu hai un’utilità indiscutibile”
La giara rimase zitta ed il servo continuò il suo lavoro.








